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Sempre interessante e ancor più pressante è oggi la domanda: parrocchia di popolo o parrocchia d’élite? Conviene rispondere a questa domanda per non compromettere lo sforzo di riforma della parrocchia da tutti sentita come necessaria.

La risposta a questa domanda non va data appellando alle proprie tendenze caratteriali (più inclini a stili élitari o popolari), ma a ragioni teologiche, le sole che possono dirci cos’è la parrocchia e le sole che posso guidarci a determinare quale forma storica essa debba assumere in conformità alla sua identità e alla sua missione. E allora, parrocchia di popolo o di élite? Vediamo.

...continua a leggere "Una parrocchia di Popolo (M. G. Masciarelli)"

Gli ultimi giorni dell'anno, vuoi anche per un po' di tranquillità nelle parrocchie, sono spesso un tempo prezioso per fare un bilancio dell'anno ormai alla fine e per pensare a qualche buon proposito per il 2018.

Il mio augurio quest'anno è quello di non cadere in questa duplice "tentazione". Il bilancio di un anno non si può fare sull'onda dell'emotività e, tanto meno, si può pensare agli obiettivi per il 2018 guidati dalle emozioni.

Mi permetto di augurarti due doni preziosi che però puoi farti solo tu:

  1. L'esame di coscienza quotidiano. Non mi riferisco ai 30 secondi di silenzio nella Compieta, a fine giornata, quando siamo ormai "sfatti" dalle fatiche della giornata ma ad un tempo di preghiera quotidiano in cui mettersi davanti a Dio, per riconoscere i suoi doni delle ultime 24 ore e la mia volontà di riceverli o meno.
  2. La Regola di vita. Un paio di paginette frutto di preghiera, riflessione e magari di confronto con qualche confratello. Un semplice elenco di attenzioni quotidiane per vivere al meglio la mia sequela di Gesù: tempi di lavoro, di riposo, di preghiera. Attenzioni per i confratelli, i poveri, la famiglia di origine, le persone affidatemi, gli amici, i miei superiori. Il tutto per camminare nella via verso la santità giorno dopo giorno.

Con la semplicità delle cose ovvie, ma spesso non scontate, ti auguro di entrare insieme -come presbiterio- nel dono, che Dio vuole farci, di un nuovo anno.

Sempre uniti, sempre avanti!

D. Marco

Cari amici preti,

ancora una volta il Signore ci dona la gioia di celebrare la sua venuta tra noi.

In queste settimane siamo stati, in vari modi, tutti super impegnati certi che il Natale è un tempo prezioso da non perdere.

Non mi riferisco solo alle messe, ai ritiri, ai cori ma anche e soprattutto a quel tempo prezioso proprio per ciascun prete. È verissimo che la santificazione del prete diocesano avviene nell'esercizio del Ministero ma non dobbiamo cadere nella tentazione di essere operai a cottimo del sacro.

Auguro a voi tutti, me incluso, che si riesca a gustare la tenerezza di un Dio che si fa bambino ma anche la determinazione di un Dio che sceglierà di farsi inchiodare su una croce.

La sintesi è il dono che quest'anno chiedo a Dio di donarci: da Pietro a Francesco, dai Legionari di Cristo ai francescani, dai neocatecumenali al RnS.

La Chiesa è tutto questo e solo l'unità ci permetterà nuovamente di annunciare, in modo avvincente, la Buona Novella.

Noi Pastori siamo chiamati a non cadere nella sottile tentazione del dover "dare" Dio a più gente possibile. Noi dobbiamo "dare" Dio innanzitutto a noi stessi e ai nostri confratelli altrimenti diventeremo aridi e non c'è nulla di peggio di un prete arido.

Nell'Eucarestia che celebreremo a Natale, vi invito a ricordarci gli uni gli altri, in modo tutto speciale dei nostri preti ammalati, anziani, in crisi.

Sempre uniti, sempre avanti!

D. Marco Vitale

marcovitale.pvt @ gmail.com