Vai al contenuto

Come vive il prete il rapporto con la povertà? È l’argomento che propone questo numero della rivista. Ed è anche uno degli interrogativi che più viene manifestato da chi, credente o non credente, può essere scandalizzato o positivamente impressionato dal contatto con il clero e con la Chiesa in generale.

La prima immagine che suscita un tale interrogativo è quella di Gesù che ai discepoli, curiosi di dove potesse abitare, rivela tutta la sua povertà. «Dove abiti?»…

La sua libertà di incontrare chiunque, di interessarsi soprattutto a chi più soffre, è segno di uno spirito che non è attaccato ai beni, al potere, all’affermazione ambiziosa di sé. Già dalla prima esperienza di un cammino da intraprendere per annunciare la “buona notizia” c’è una indicazione di libertà e povertà insieme. La storia anche di Israele rivela un’opposta tendenza: chi ha ambizione di affermare il proprio potere cerca di assicurare alla propria vita una ricchezza che trova nella dimensione dello spazio un’evidente manifestazione. Davide non può essere da meno di tutti i dominatori che, fra i popoli dell’antichità, hanno costruito regge e monumenti di imponente grandezza. Contrasto doloroso ed eloquente nel confronto con popoli di nomadie di pastori che avevano tende o tuguri come abitazione.

...continua a leggere "Il prete davanti alla povertà (di Fabrizio Valletti, sj)"

(di Paolo Centofanti)
Un recente studio pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences, dovrebbe aiutare a capire meglio quali siano i profili psicologici di coloro che scelgono un percorso vocazionale sacerdotale. La questione è infatti complessa, legata pure a recenti scandali, e spesso dibattuta anche in modi superficiali, senza solide basi o argomenti reali, semplicemente per screditare la Chiesa e la religione nella loro interezza.

La ricerca è stata realizzata dalla sezione di Catanzaro dell’Ibfm – Cnr, Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche. Coordinati da Antonio Cerasa, i ricercatori hanno utilizzato il test di valutazione della personalità Neo Personality Inventory, uno dei principali in questi ambiti di studio. Per i soggetti che hanno partecipato allo studio sono stati indagati cinque elementi fondamentali, con i relativi sotto elementi: amicalità, apertura mentale, coscienziosità, estroversione, stabilità emotiva. Obiettivo dell’indagine, rispondere alle domande: chi sono i sacerdoti? quali caratteristiche psicologiche hanno? esiste una predisposizione caratteriale in chi è religioso?

Come spiega un comunicato dell’Ibfm – Cnr, lo studio è stato ispirato da altre ricerche recenti che mostrano come fede, preghiera, spiritualità, abbiano un forte legame anche con la salute e il benessere delle persone: “recentemente – si legge nel comunicato – alcuni ricercatori hanno ipotizzato che questa tendenza al benessere psicofisico sia in parte legata anche all’attitudine caratteriale della persona. I primi studi eseguiti su gruppi di credenti laici hanno confermato questa ipotesi, ma un’indagine diretta sui ministri della Chiesa non è stata mai compiuta”.

Sono stati analizzati 200 sacerdoti cattolici, soprattutto diocesani o francescani, e sono stati confrontati “con 300 credenti praticanti e con 200 persone che si dichiaravano non credenti o agnostiche”. Stando allo studio, i sacerdoti sarebbero risultati tra l’altro in maggioranza affidabili e capaci di organizzarsi; empatici, fiduciosi e altruisti; poco impulsivi e poco interessati a provare nuove sensazioni; propensi allo studio, all’approfondimento, e all’esplorare nuove aree di conoscenza; propensi al riconoscimento di gerarchie e di ruoli di autorità. La rivista Personality and Individual Differences è il periodico ufficiale della Società Internazionale per gli Studi sulle Differenze Individuali – International Society for the Study of Individual Differences

(di Lorenzo Prezzi)

futuro del prete

Il futuro del prete sarà legato a un ministero sinodale, dentro una Chiesa sinodale. L’appartenenza al presbiterio (con e sotto il vescovo) costituirà l’ambito di accettazione, verifica e progettazione del servizio presbiterale nelle Chiese locali. In conformità all’ecclesiologia conciliare.

Al vivace dibattito promosso da SettimanaNews sul prete e sulla parrocchia,* vale la pena di aggiungere un riferimento a ciò che i vescovi hanno indicato in un recente testo, frutto di una lunga elaborazione: Lievito di fraternità. Sussidio sul rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente (San Paolo, pp. 78).

Quattro anni di lavoro, due seminari di studio (2013, 2014), un’assemblea generale straordinaria della Conferenza episcopale (2014) con un messaggio dedicato ai preti, un lungo impegno della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata, il coinvolgimento delle Conferenze episcopali regionali e della Commissione presbiterale nazionale. Infine, l’approvazione di massima da parte dell’assemblea generale del CEI nel maggio del 2016 e il mandato al Consiglio permanente per la definitiva stesura, con la pubblicazione in occasione dell’assemblea CEI (maggio 2017).

Un lavoro chiuso in tono minore per l’avvenuto ricambio della Commissione incaricata, per il profilo volutamente modesto del documento (un sussidio) e per una recezione piuttosto scarsa, se non distratta. ...continua a leggere "Il sogno dei vescovi sul prete"