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(di Paolo Centofanti)
Un recente studio pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences, dovrebbe aiutare a capire meglio quali siano i profili psicologici di coloro che scelgono un percorso vocazionale sacerdotale. La questione è infatti complessa, legata pure a recenti scandali, e spesso dibattuta anche in modi superficiali, senza solide basi o argomenti reali, semplicemente per screditare la Chiesa e la religione nella loro interezza.

La ricerca è stata realizzata dalla sezione di Catanzaro dell’Ibfm – Cnr, Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche. Coordinati da Antonio Cerasa, i ricercatori hanno utilizzato il test di valutazione della personalità Neo Personality Inventory, uno dei principali in questi ambiti di studio. Per i soggetti che hanno partecipato allo studio sono stati indagati cinque elementi fondamentali, con i relativi sotto elementi: amicalità, apertura mentale, coscienziosità, estroversione, stabilità emotiva. Obiettivo dell’indagine, rispondere alle domande: chi sono i sacerdoti? quali caratteristiche psicologiche hanno? esiste una predisposizione caratteriale in chi è religioso?

Come spiega un comunicato dell’Ibfm – Cnr, lo studio è stato ispirato da altre ricerche recenti che mostrano come fede, preghiera, spiritualità, abbiano un forte legame anche con la salute e il benessere delle persone: “recentemente – si legge nel comunicato – alcuni ricercatori hanno ipotizzato che questa tendenza al benessere psicofisico sia in parte legata anche all’attitudine caratteriale della persona. I primi studi eseguiti su gruppi di credenti laici hanno confermato questa ipotesi, ma un’indagine diretta sui ministri della Chiesa non è stata mai compiuta”.

Sono stati analizzati 200 sacerdoti cattolici, soprattutto diocesani o francescani, e sono stati confrontati “con 300 credenti praticanti e con 200 persone che si dichiaravano non credenti o agnostiche”. Stando allo studio, i sacerdoti sarebbero risultati tra l’altro in maggioranza affidabili e capaci di organizzarsi; empatici, fiduciosi e altruisti; poco impulsivi e poco interessati a provare nuove sensazioni; propensi allo studio, all’approfondimento, e all’esplorare nuove aree di conoscenza; propensi al riconoscimento di gerarchie e di ruoli di autorità. La rivista Personality and Individual Differences è il periodico ufficiale della Società Internazionale per gli Studi sulle Differenze Individuali – International Society for the Study of Individual Differences

Scrivo questa breve riflessione dal Monastero di Montefiolo dove stiamo dando gli Esercizi ignaziani a 14 preti romani e ad un amico sacerdote pugliese.

È sempre una meraviglia constatare come, nella casualità di chi si iscrive ad un corso di esercizi, si crei un'armonia sublime. Preti di 70, 50 e 35 anni vivono insieme per 5-6 giorni alla ricerca speciale di Dio alternando meditazioni, istruzioni, contemplazioni, colloqui, esami di coscienza, liturgia delle Ore e la celebrazione dell'Eucaristia, vero fulcro di ogni giornata.

Il metodo degli esercizi ignaziani, dopo cinque secoli, ha ancora tutta la sua freschezza profetica e aiuta ogni esercitante a riscoprirsi figlio di Dio e amato gratuitamente.

Nella nostra preghiera di questi giorni, affidiamo anche ciascuno di voi -in modo particolare i nostri confratelli- alla bontà di Dio.

Diciotto preti e un vescovo, over 70 tranne qualche eccezione, si sono ritrovati alcune sera fa, semplicemente per cenare insieme. Potrebbe apparire una non-notizia eppure -per chi è dell'ambiente- sa bene che lo è. Nessuna convocazione ufficiale, nessun ordine del giorno ma il puro desiderio di trascorrere qualche ora insieme in allegria. Un'iniziativa di cui si sente periodicamente il bisogno e non confezionata per i sacerdoti "over" ma organizzata direttamente da uno di loro.

La realtà dei preti anziani è un fenomeno in grande aumento anche a Roma e ovviamente non lo si può ignorare. Il temuto/ambito traguardo dei 75 anni, al quale i parroci devono dimettersi dall'incarico, dovrà coincidere sempre meno con il ritiro forzoso dall'esercizio del Ministero. Molti sacerdoti pensionati godono di buona salute ed umore e potrebbero tranquillamente continuare a collaborare, nel rispetto dei propri ritmi, nelle parrocchie.

Iniziative fraterne, come quella di cui stiamo parlando, sono un prezioso esempio anche per tutti gli altri sacerdoti che presi da mille impegni -e a volte anche da un po' di ritrosia- evitano accuratamente tutto ciò che non sia "obbligatorio".

Il futuro prossimo, con le parrocchie sempre più vuote di laici e di preti, dovrà essere il tempo per eccellenza della fraternità tra preti e tra essi e il loro vescovo. Il discernimento dovrà aiutarci a comprendere le strade migliori per "stare con Lui (Mc 3,15) e con i nostri fedeli.

 

(di Lorenzo Prezzi)

futuro del prete

Il futuro del prete sarà legato a un ministero sinodale, dentro una Chiesa sinodale. L’appartenenza al presbiterio (con e sotto il vescovo) costituirà l’ambito di accettazione, verifica e progettazione del servizio presbiterale nelle Chiese locali. In conformità all’ecclesiologia conciliare.

Al vivace dibattito promosso da SettimanaNews sul prete e sulla parrocchia,* vale la pena di aggiungere un riferimento a ciò che i vescovi hanno indicato in un recente testo, frutto di una lunga elaborazione: Lievito di fraternità. Sussidio sul rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente (San Paolo, pp. 78).

Quattro anni di lavoro, due seminari di studio (2013, 2014), un’assemblea generale straordinaria della Conferenza episcopale (2014) con un messaggio dedicato ai preti, un lungo impegno della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata, il coinvolgimento delle Conferenze episcopali regionali e della Commissione presbiterale nazionale. Infine, l’approvazione di massima da parte dell’assemblea generale del CEI nel maggio del 2016 e il mandato al Consiglio permanente per la definitiva stesura, con la pubblicazione in occasione dell’assemblea CEI (maggio 2017).

Un lavoro chiuso in tono minore per l’avvenuto ricambio della Commissione incaricata, per il profilo volutamente modesto del documento (un sussidio) e per una recezione piuttosto scarsa, se non distratta. ...continua a leggere "Il sogno dei vescovi sul prete"

Sempre interessante e ancor più pressante è oggi la domanda: parrocchia di popolo o parrocchia d’élite? Conviene rispondere a questa domanda per non compromettere lo sforzo di riforma della parrocchia da tutti sentita come necessaria.

La risposta a questa domanda non va data appellando alle proprie tendenze caratteriali (più inclini a stili élitari o popolari), ma a ragioni teologiche, le sole che possono dirci cos’è la parrocchia e le sole che posso guidarci a determinare quale forma storica essa debba assumere in conformità alla sua identità e alla sua missione. E allora, parrocchia di popolo o di élite? Vediamo.

...continua a leggere "Una parrocchia di Popolo (M. G. Masciarelli)"

Enzo Bianchi

Cari fratelli presbiteri nella chiesa di Dio, il vescovo di questa chiesa mi ha chiesto di essere oggi qui tra di voi perché possa offrirvi una riflessione sulla vita spirituale del presbitero. Sono un semplice monaco, «un povero laico», definizione che Pacomio dava di sé al grande Atanasio patriarca di Alessandria, ma ho accettato perché in questi ultimi vent'anni, senza che io l'abbia voluto o scelto, mi sono trovato impegnato sovente - su invito soprattutto dei vescovi di Milano e di Torino, ma anche di varie altre diocesi - nel riflettere su problemi riguardanti il presbitero, oltre che nella predicazione di esercizi spirituali ai presbiteri e nell'accompagnamento spirituale di molti di loro.

Cercherò di essere soltanto eco della Parola di Dio e una voce di ciò che ho a lungo ascoltato dal vissuto ecclesiale e presbiterale, e condividerò con voi alcuni pensieri che sulla base della mia esperienza giudico utili, se non addirittura urgenti, per una vita presbiterale vissuta nello Spirito santo e in fedeltà all'Evangelo.

Termino questa premessa comunicandovi una mia radicata convinzione: che cioè la vostra «spiritualità» non consiste in null'altro se non nella vita spirituale vissuta in ciò che voi fate come presby´ teroi, come ministri nella Chiesa di Dio. Sì, sono convinto che una sola è la spiritualità della Chiesa, fondata sul battesimo e nutrita dalla Parola di Dio e dai santi sacramenti, anche se essa è vissuta in modo diverso e distinto a seconda della grazia e della situazione in cui il Signore ha voluto il suo servo. Dunque il presbitero deve nutrire la sua vita spirituale attraverso ciò che egli è e ciò che egli opera nella Chiesa. Non deve vivere una «spiritualità del genitivo», fosse pure un genitivo che rinvia a grandi figure spirituali o a grandi santi; non deve neppure vivere spiritualità che gli indichino particolari «vie»: il presbitero deve trarre vita spirituale dal suo annunciare l'Evangelo, dal suo celebrare i sacramenti, dal suo presiedere la comunità cristiana. Ciò che dà identità al presbitero dev'essere ciò in cui egli è impegnato spiritualmente: da questo egli trae le ragioni e il nutrimento della sua vita spirituale!
Ecco allora alcune tracce.

...continua a leggere "La vita spirituale del prete (E. Bianchi)"

Il Santo Padre Francesco

ha nominato vescovi ausiliari di Roma

i Reverendi

p. Daniele Libanori, sj

e d. Paolo Ricciardi.

L'ordinazione sarà conferita da

S. E. Mons Angelo De Donatis

Sabato 13 Gennaio 2018 alle ore 16:00

nella Basilica Lateranense.

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Questa mattina, alle 3:30, è morta la Sig.ra Rita Ruggeri mamma del nostro caro d. Donato Le Pera, parroco a San

Le esequie si celebreranno Mercoledi 3 Gennaio, alle ore 11, presso la Parrocchia San Pio V (Piazza San Pio V 3 in Roma). Nel frattempo vi chiediamo, in questo giorno della Solennità di Maria Madre di Dio, di celebrare una S. Messa in suffragio di Rita.

Resurrexit!